lunedì 30 maggio 2011

Recensione Dragon Age 2 (videogame)

Cronologicamente parlando, la trama di Dragon Age II corre parallelamente al Quinto Flagello che tanto ci ha fatto penare in Origins. Nel gioco passeranno dieci anni, si accantona il discorso dell’eterna lotta tra le forze del bene (Templari, Custodi Grigi e quant’altro) e quelle del male (i figli della Prole Oscura) per raccontarci, in un modo decisamente meno epico le gesta del futuro Campione di Kirkwall attraverso le parole di un suo vecchio amico, il nano Varric. Interrogato dall’Inquisitrice Cassandra per capire i motivi che hanno spinto le genti del Thedas sull’orlo di una sanguinaria guerra civile, Varric inizia così a spiegare alla sua pericolosa interlocutrice come tutto ha avuto inizio attraverso una serie di flashback che saremo in grado di rivivere nei panni di Hawke.
Differentemente da Origins, perciò, l’editor del personaggio sarà molto meno libero, ci obbligherà ad utilizzare un eroe umano consentendoci di sceglierne solamente il sesso, il nome (ma non il cognome) e pochi valori caratteristici di una tra tre specializzazioni (Mago, Ladro e Guerriero).
I dialoghi, assumono un’importanza fondamentale nel gameplay, diventando presto il vero e proprio motore dell’azione: al fine di rendere più snello il classico botta e risposta, gli sviluppatori hanno deciso di mutuare direttamente da Mass Effect il sistema di scelte multiple, il quale risulta tuttavia ulteriormente raffinato.
Oltre all’ottimo lavoro svolto con il protagonista, Bioware ha riposto grandissima cura anche nel creare e caratterizzare il consueto pool di indimenticabili comprimari, con i quali sarà possibile intrattenere relazioni di ogni tipo, dall’amicizia, alla rivalità, all’amore.
l'avventura di Hawke avrà come teatro la città di Kirkwall, ma è bene non farsi ingannare: la varietà paesaggistica è notevolmente aumentata rispetto a quella sperimentata in Origins, e non avrete mai la sensazione di muovervi in un ambiente ristretto. In questo contesto trova piena giustificazione la collocazione delle abitazioni, sia del protagonista, sia dei compagni, che sarà possibile visitare tanto per rispondere alla corrispondenza (una novità ereditata daMass Effect 2). Interessante l’impostazione data alla mappa del territorio, la quale potrà essere impostata in modalità giorno o notte, così da poter visitare i medesimi luoghi in piena luce o col favore delle tenebre, espediente indispensabile per la soluzione di alcune specifiche quest.
In questa complessa struttura di inserisce un sistema di quest classico e molto chiaro.
In maniera del tutto analoga al menù di Mass Effect 2, in Dragon Age II il sistema di potenziamento dei singoli membri della squadra rappresenta la voce più importante di un menù da cui poter gestirne le Caratteristiche, le Capacità, le Tattiche e le Resistenze. All’interno della sotto-categoria delle Caratteristiche troviamo indicati i valori di forza, destrezza, magia, astuzia, volontà e costituzione, che dovranno essere sviluppati (più o meno) a seconda della "classe" del nostro eroe (per i Ladri, ad esempio, l’astuzia determina la bravura nello scassinare o nel disinnescare le trappole, mentre per i Maghi quella stessa caratteristica va semplicemente ad indicare il livello di danni assorbiti con i colpi dalla lunga distanza).

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